Ricordando RINGO LAM (1955-2018)

Ekin Cheng

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in PROFILI

Ekin ChengNato nel 1967, Ekin Cheng - conosciuto prima come Noodle Cheng e poi come Dior Cheng - è una delle ultime stelle emerse nel panorama cantonese. Nemmeno ventenne - era ancora sui banchi di scuola - è notato dai promoter pubblicitari che lo convincono a girare numerosi spot. Partecipa al New Talent Singing Contest del 1987, arriva in finale ma non vince, e, deluso, rinuncia alla carriera discografica (che riprenderà con discreto successo dopo la fama ottenuta al cinema). Partecipa quindi a un corso di arti marziali organizzato dall'emittente televisiva TVB, dove impara i rudimenti della recitazione. Dopo un breve apprendistato sul piccolo schermo debutta al cinema con Girls without Tomorrow nel 1992.
Presenzia in film trascurabili - tutti patrocinati da Wong Jing, come Future Cops, in cui fa il cattivo -, quindi arriva il primo ruolo importante, il criminale tradito di Return to a Better Tomorrow di Wong Jing, un noir di grande effetto. Visto a posteriori, il boss cui presta il volto Ekin non è che l'anticipazione del personaggio che all'attore regalerà il vero successo. Andrew Lau, che ha già diretto Cheng in Mean Streets Story (con Wu Chien-lien e Eric Kot), lo ripropone nel ruolo del capobanda Chan Ho Nam in Young and Dangerous. In breve la pellicola incassa oltre ogni previsione, lanciando una moda e diventando prototipo di un genere, quello dei giovani sbandati dal background travagliato che si aggregano alle triadi per cercare una via d'uscita alla propria condizione sociale. Capeggiati dal coraggioso Ekin Cheng, tutti gli attori coinvolti nel progetto diventano star. In meno di cinque anni vengono messi in cantiere sei seguiti ufficiali, e in tutti il ruolo di primo attore spetta a Cheng. Il cui nome sul cartellone ormai garantisce incassi e affidabilità.
Slanciato e dal viso rassicurante, Cheng diventa l'eroe popolare per antonomasia: sia che si trovi dal lato sbagliato o da quello giusto della legge, incarna l'immagine del ribelle (con una giusta causa) che sfrutta le sue doti, il coraggio e la spavalderia per ottenere la giusta ricompensa a fronte di una vita difficile. La sua recitazione non fa gridare al miracolo, ma è funzionale e adeguata, soprattutto nelle situazioni più movimentate e nei contesti di gruppo, dove la sua moralità e la sua statura gli valgono il ruolo di capo.
L'ex direttore della fotografia Jingle Ma lo vuole insieme a Jordan Chan in Hot War, thriller ricco di effetti speciali e dalla trama esile: soddisfatto del risultato, lo cerca continuamente per i suoi blockbuster eleganti e patinati, da Tokyo Raiders a Goodbye, Mr. Cool. Lo stesso Andrew Lau non esita a sfruttarne la notorietà, affidandogli i progetti più importanti e ambiziosi della sua carriera: in The Storm Riders (così come nel seguito A Man Called Hero e nella sbiadita copia comica The Duel), wuxiapian fantasy infarcito di effetti speciali che ha diviso la critica, lo contrappone al muscoloso Aaron Kwok in una storia di vendette incrociate e tradimenti; in Legend of Speed gli riserva il ruolo di principe delle corse motociclistiche clandestine.
Tsui Hark, presumibilmente dopo averlo visto in The Storm Riders, gli affida un ruolo fondamentale in un film importante - e purtroppo irrisolto - come The Legend of Zu. Ormai Cheng è un interprete action di primo livello, come dimostra la fiducia di Raymond Yip, che a lui si affida per la riuscita dell'adrenalinico For Bad Boys Only. Joe Ma in Feel 100% (e nel sequel Feel 100%... Once More), gradevole traduzione di un fumetto molto popolare a Hong Kong, ne scopre l'animo gentile e gli fa incarnare il giovane medio cinese alle prese con problemi d'amore e di amicizia. La consacrazione anche in ambito non d'azione gli vale un numero sempre maggiore di scritture. Johnnie To e Wai Ka-fai lo vogliono in Help!!!, dove prendono in giro la sua immagine di eroe tormentato. Già nei precedenti Why Wild Girls e We're No Bad Guys l'interprete - accusato da una frangia di irriducibili che (comprensibilmente?) ne contestano le capacità recitative e l'eccessivo presenzialismo - aveva dimostrato di saper giocare con i propri (innegabili, soprattutto quando si lascia prendere la mano e oltrepassa la misura) limiti.
Dopo vari tentennamenti l'attore accetta, per il seguito di Running Out of Time (dove prende il posto di Andy Lau), di impersonare, per la prima volta da parecchio tempo a questa parte, un personaggio irrimediabilmente privo di sfumature positive. Ma non è una scelta di campo, visto che subito dopo ripropone, spesso e volentieri al fianco delle Twins - My Wife is 18, The Twins Effect, Protégé de la Rose Noire - , la sua immagine da bravo ragazzo maturato in fretta e, ormai superata la soglia dei fatidici trent'anni, responsabile uomo medio, sensibile ma se necessario pronto ad usare il fisico, audace e coraggioso come un tempo.

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