Leslie Cheung

Scritto da Nadia Guidetti. Postato in PROFILI

Leslie CheungLeslie Cheung Kwok-wing (in mandarino Zhang Guo Rong) nasce a Hong Kong nel 1956. Inizia la propria carriera in TV, dopo essersi classificato secondo in un concorso canoro. L'esordio cinematografico risale al 1977 e già nel 1982, per la sua collaborazione con Patrick Tam in Nomad, viene candidato all'Hong Kong Film Award come miglior attore protagonista. Nella prima metà degli anni '80 Leslie Cheung partecipa a numerose produzioni, per lo più film generazionali rivolti ad un pubblico giovane, fra i quali spiccano titoli come On Trial, Energetic 21, Teenage Dreamers ed un rocambolesco wuxiapian, Little Dragon Maid, curando nel contempo la carriera di cantante. Non sono stati però tempi facili. Solo nel 1984 con Monica Leslie diventa una vera e propria star del canto-pop. Nel 1986 recita in Last Song in Paris, quindi John Woo gli affida il ruolo del giovane poliziotto idealista di A Better Tomorrow, film epocale nell'ex colonia britannica. Con A Chinese Ghost Story di Ching Siu-tung e A Better Tomorrow II, ancora con John Woo, nel 1987 Cheung dimostra di avere tutte le carte in regola per diventare una stella di prima grandezza anche nel mondo del cinema. Indimenticabile in quegli anni la sua interpretazione nel bellissimo Rouge di Stanley Kwan.
Il successo di Leslie sembra non avere limiti se non nell'improvvisa decisione di abbandonare il mondo dello spettacolo dopo una trionfale serie di concerti all'Hong Kong Coliseum e un lungo tour mondiale. Nel 1990 si trasferisce a Vancouver e si ritira dalle scene, stanco della pressione dei media e dello show business. Wong Kar-wai lo convince però a riprendere la carriera cinematografica, invitandolo ad interpretare Yuddi in Days of Being Wild. La sublime prova nel ruolo del giovane orfano, bello e dannato, alla ricerca disperata delle proprie origini e del senso della propria esistenza gli vale finalmente l'Hong Kong Film Award quale miglior attore protagonista. Per tutti gli anni '90 Cheung recita in film entrati a pieno diritto a far parte della storia del cinema non solo di Hong Kong. Basti ricordare Once a Thief di John Woo o il capolavoro di Wong Kar-wai Ashes of Time; e ancora: He's a Woman, She's a Man di Peter Chan, The Chinese Feast e Tri-Star di Tsui Hark, Shanghai Grand di Poon Man-kit, The Bride with White Hair e il mélo The Phantom Lover di Ronnie Yu, nonché Viva Erotica di Derek Yee. Dimostrando ogni volta le proprie impressionanti doti: versatilità, raffinatezza e sensibilità.
Nel 1993 Farewell to My Concubine di Chen Kaige vince la Palma d'Oro a Cannes e Leslie Cheung regala, nel ruolo dell'elegantissimo attore omosessuale Chen Dieyi, una della sue più intense e raffinate interpretazioni. Nel 1997 sarà la volta della Palma d'Oro per la migliore regia a Wong Kar-wai per lo straordinario Happy Together, in cui Cheung dà vita ad un personaggio indimenticabile, purtroppo snobbato dalle giurie di mezzo mondo, dimostrando ancora una volta di non temere, al contrario della maggioranza dei colleghi, ruoli scomodi o controversi. Il suo Ho Po Wing, denso di disperata umanità, è l'ennesima dimostrazione di quanto Leslie, abile nel dramma e nella commedia (si ricordino All's Well End's Well con Stephen Chiau e It's a Wonderful Life di Clifton Ko) e capace di illuminare la scena anche con brevi apparizioni (Anna Magdalena di Hai Chung Man o a A Time to Remember di Ye Da Ying), per la varietà dei ruoli interpretati e l'innegabile talento artistico, è stato e rimane uno dei personaggi più importanti della cinematografia hongkonghese.
Fra le produzioni più recenti vale la pena ricordare Okinawa: Rendez-Vous di Gordon Chan, gli inquietanti Double Tap e Inner Senses di Law Chi Leung, film non premiati al botteghino di Hong Kong, ma pur sempre valorosi tentativi di produrre buon cinema medio a fronte dell'invasione dei blockbuster hollywoodiani e in contrasto con le remunerative (ma spesso scadenti) produzioni autoctone, segni evidenti della grave crisi economica e di talenti di cui è vittima l'oramai ex Hollywood d'Oriente.
La ultra-ventennale carriera di Leslie Cheung resta indissolubilmente legata alla sua attività di superstar del canto-pop. Il suo ritorno nel 1996 con l'album Red e i più recenti concerti hanno segnato un'epoca. Personaggio amatissimo e altrettanto controverso, per la sua franchezza e per la sua stessa vita privata, Leslie ha sempre pervicacemente rifiutato di lavorare a Hollywood. C'è da chiedersi se tanta devozione abbia trovato giusto riconoscimento in patria, soprattutto nell'ultimo biennio.
Gli ultimi progetti sono legati al debutto nella regia (Cheung ha già diretto con risultati più che incoraggianti alcuni videoclip musicali per sé e per Anita Mui, e, su incarico del governo di Hong Kong, il mediometraggio destinato alle scuole From Ashes to Ashes), nonché alla realizzazione di un musical teatrale. Progetti che purtroppo non potranno mai essere realizzati, visto il suicidio improvviso dell'attore avvenuto nell'aprile del 2002.

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