Ricordando RINGO LAM (1955-2018)

City on Fire

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

City on FireDopo mille richieste, Ringo Lam ottiene dai vertici della Cinema City, che finora gli avevano concesso solo commedie, la regia di City on Fire. Un progetto ambizioso, che solo dopo l'esplosione dell'hardboiled targato John Woo (A Better Tomorrow è dell'anno prima) poté diventare realtà. Il protagonista - ovviamente Chow Yun Fat - oltrepassa la barricata, da mafioso a poliziotto infiltrato. Un uomo roso da mille dubbi, in special modo dopo la morte di un collega e dopo aver concluso una missione tradendo un criminale.

Diviso tra senso del dovere e partecipazione emotiva, Ko Chow non sa quale strada stia imboccando la sua vita: costretto ad affiliarsi ad una gang di pericolosi rapinatori, il poliziotto è abbandonato da tutti, da un superiore che non riesce a farsi rispettare e da una fidanzata che vorrebbe certezze; l'unico aiuto viene da uno dei membri della banda, Fu, che stringe con Chow un legame molto intimo di amicizia e solidarietà.
In City on Fire esplode l'esigenza di Lam, che ha in mente un cinema senza compromessi, realistico, capace di dipingere la vera versione della città-stato e delle sue tensioni interne, e di aggiornare la veemenza e la durezza della New Wave: la schiettezza dell'azione è quella quotidiana; la violenza non ha mai un doppio significato, è semplicemente un atto necessario e dovuto. Regia molto sobria, senza sbavature, compatta ed efficace, che sfrutta, spesso con la macchina (e il cuore) in mano, fotografia sporca e scene spettacolari ma semplici. La coppia Chow - Danny Lee fa scintille e tornerà in The Killer: qui, messi da parte afflati romantici non necessari, è un duo dinamico che comunica anche solo con gli sguardi. Il personaggio dell'undercover in crisi, un carattere ricorrente (a partire da Man on the Brink di Alex Cheung), viene elevato alla massima potenza, prima di intraprendere la discesa a rotta di collo verso l'auto-distruzione. La splendida colonna sonora, un tema jazz con il sassofono come figura centrale, scritta da Teddy Robin Kwan e cantata da Maria Cordero (che si concede anche un cammeo) è incalzante, mai fuori posto. Il film non è stato apprezzato solo in patria, dove ha sbancato i botteghini e vinto numerosi premi, ma anche all'estero, tanto che è oramai storia nota il plagio operato da Quentin Tarantino in alcune sequenze de Le iene. Debutto sul grande schermo per Carrie Ng, presa in giro da Chow Yun Fat, con ironia impertinente, sotto la doccia.

Hong Kong, 1987
Regia: Ringo Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Tommy Sham
Cast: Chow Yun Fat, Danny Lee, Carrie Ng, Lau Kong, Roy Cheung

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