The White-Haired Witch of Lunar Kingdom

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

White-Haired Witch

Il blockbuster cinese, ancora in cerca di una sua identità e maturità, guarda al cinema di Hong Kong e alla sua irrecuperabile inventiva per trovare la retta via. Il lavoro di maquillage su classici di genere dell'ex colonia, riadattati all'era del digitale, porta Jacob Cheung - regista noto soprattutto per drammi intimisti come Cageman o Intimates - a riproporre in The White Haired Witch of the Lunar Kingdom le imprese della strega dai capelli bianchi, personaggio dei romanzi wuxia degli anni Cinquanta di Liang Yusheng e protagonista di una celebre saga cinematografica hongkonghese nei Novanta, The Bride with White Hair, interpretata da Leslie Cheung e Brigitte Lin.

La versione cinese del terzo millennio riprende l'idea del film di Ronny Yu, di un Romeo e Giulietta wuxia, ma prevedibilmente ne stravolge senso ed estetica: la strega che sceglieva la via dell'Apatia per ottenere più poteri, dimenticando così di amare, è ora un'eroina libertaria che fino alla fine pone l'amore sopra ogni altra cosa.

La mutazione e le sue conseguenze sono relegate ai minuti finali, in una distribuzione temporale degli avvenimenti che sembra suggerire un epilogo anticipato per ragioni extra-cinematografiche. Tuttavia Fan Bingbing e Huang Xiaoming, pur bellissimi, non offuscano neanche per un attimo il ricordo degli illustri e fascinosi predecessori, divi anziché semplici modelli prestati al cinema. E non aiuta il blue screen predominante, sotto la consulenza artistica di Tsui Hark: i notevoli effetti digitali, a base di voli in stile La tigre e il dragone, occultano la fisicità di duelli che paiono sempre interrompersi sul più bello. Tra le note più interessanti l'insistenza dello script sul tema dell'infiltrato, topos emblematico del cinema di Hong Kong - fin da Man on the Brink e molto prima di Infernal Affairs - qui ripreso in vari frangenti da Cheung, con Yihang alle prese con un complicatissimo doppio gioco e il Capitano Murong costantemente in incognito, per divenire poi vero deus ex machina della vicenda. Ma la sensazione generale è quella di un godibile spettacolo dalla natura effimera, dove The Bride with White Hair, nonostante il budget ridotto e le sue ingenuità, sarà proiettato ancora nei decenni a venire.

Hong Kong/Cina, 2014
Regia: Jacob Cheung.
Soggetto: Liang Yusheng.
Action director: Stephen Tung.
Cast: Fan Bingbing, Huang Xiao-ming, Vincent Zhao, Wang Xue-bing.


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